Luca 23:1-55 NR06 - Bible AI

1Poi tutta l' assemblea si alzò e lo condussero da Pilato.

2E cominciarono ad accusarlo, dicendo: «Abbiamo trovato quest' uomo che sovvertiva la nostra nazione, istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re».

3Pilato lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» E Gesù gli rispose: «Tu lo dici».

4Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest' uomo».

5Ma essi insistevano, dicendo: «Egli sobilla il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui».

6Quando Pilato udì questo, domandò se quell' uomo fosse Galileo.

7Saputo che egli era della giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode, che si trovava anch' egli a Gerusalemme in quei giorni.

8Quando vide Gesù, Erode se ne rallegrò molto, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlare di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.

9Gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

10Or i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano là, accusandolo con veemenza.

11Erode, con i suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò da Pilato.

12In quel giorno, Erode e Pilato divennero amici; prima infatti erano stati nemici.

13Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, i magistrati e il popolo, disse loro:

14«Avete fatto comparire davanti a me quest' uomo come sovversivo; ed ecco, dopo averlo esaminato in presenza vostra, non ho trovato in lui nessuna delle colpe di cui l' accusate;

15e neppure Erode, poiché egli l' ha rimandato da noi; ecco egli non ha fatto nulla che sia degno di morte.

16Perciò, dopo averlo castigato lo libererò».

17Or egli aveva l' obbligo di liberare loro un carcerato in occasione della festa;

18ma essi gridarono tutti insieme: «Fa' morire costui e liberaci Barabba!»

19Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sommossa avvenuta in città e di un omicidio.

20E Pilato parlò loro di nuovo perché desiderava liberare Gesù;

21ma essi gridavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!»

22Per la terza volta egli disse loro: «Ma che male ha fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò».

23Ma essi insistevano a gran voce, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvento.

24Pilato decise che fosse fatto quello che domandavano:

25liberò colui che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e che essi avevano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà.

26Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù.

27Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano cordoglio e lamento per lui.

28Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli.

29Perché, ecco, i giorni vengono nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato".

30Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadeteci addosso"; e ai colli: "Copriteci".

31Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco?»

32Ora, altri due, malfattori, erano condotti per essere messi a morte insieme a lui.

33Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l' altro a sinistra.

34Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

35Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: «Ha salvato altri, salvi sé stesso, se è il Cristo, l' Eletto di Dio!»

36Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell' aceto e dicendo:

37«Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!»

38Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI.

39Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!»

40Ma l' altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio?

41Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male».

42E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!»

43Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».

44Era circa l' ora sesta, e si fecero tenebre su tutto il paese fino all' ora nona;

45il sole si oscurò. La cortina del tempio si squarciò nel mezzo.

46Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio». Detto questo, spirò.

47Il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Dio dicendo: «Veramente, quest' uomo era giusto».

48E tutta la folla che assisteva a questo spettacolo, vedute le cose che erano accadute, se ne tornava battendosi il petto.

49Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accompagnato dalla Galilea stavano a guardare queste cose da lontano.

50C' era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono,

51il quale non aveva acconsentito alla deliberazione e all' operato degli altri. Egli era di Arimatea, città della Giudea, e aspettava il regno di Dio.

52Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù.

53E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto.

54Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato.

55Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù.