Giobbe 3:1-26 NR06 - Bible AI

1Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita.

2E cominciò a parlar così:

3«Perisca il giorno che io nacqui e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"

4Quel giorno si converta in tenebre, non se ne curi Dio dall' alto, né splenda su di esso la luce!

5Se lo riprendano le tenebre e l' ombra di morte, resti su di esso una fitta nuvola, le eclissi lo riempiano di paura!

6Quella notte diventi preda di un buio cupo, non venga contata tra i giorni dell' anno, non entri nel novero dei mesi!

7Quella notte sia notte sterile e non vi si oda grido di gioia.

8La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell' evocare il drago.

9Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non contempli le palpebre dell' alba,

10poiché non chiuse la porta del grembo che mi portava e non celò l' affanno agli occhi miei.

11Perché non morii fin dal seno di mia madre? Perché non spirai appena uscito dal suo grembo?

12Perché trovai delle ginocchia per ricevermi e delle mammelle da poppare?

13Ora giacerei tranquillo, dormirei, e avrei così riposo

14con i re e con i consiglieri della terra che si costruirono mausolei,

15con i prìncipi che possedevano oro e che riempirono d' argento le loro case;

16oppure, come l' aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce.

17Là cessano gli empi di tormentare gli altri. Là riposano gli stanchi,

18là i prigionieri hanno pace tutti insieme, senza udir voce d' aguzzino.

19Piccoli e grandi sono là insieme, lo schiavo è libero dal suo padrone.

20Perché dare la luce all' infelice e la vita a chi ha l' anima nell' amarezza?

21Essi aspettano la morte che non viene, la ricercano più che i tesori nascosti.

22Si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba.

23Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio?

24Io sospiro anche quando prendo il mio cibo, e i miei gemiti si spargono come acqua.

25Non appena temo un male, esso mi colpisce; e quel che mi spaventa, mi piomba addosso.

26Non trovo riposo, né tranquillità, né pace, il tormento è continuo!»